sabato, agosto 23, 2008

SETTEMBRE IN LIGURIA

Il settembre in Liguria è uno dei mesi ideali per gustare la bellezza della natura e del mare senza essere assillato dai problemi di traffico, parcheggio e sovraffollamento tipici dei mesi estivi. Insieme al mese di giugno e maggio è il periodo migliore per visitarla. Dalle Cinque Terre fino a Bordighera trovate ancora tutti i servizi dell'estate a prezzi assolutamente convenienti, oltre che la tranquillità ed il relax che faranno del vostro soggiorno in Liguria un soggiorno indimenticabile. Quindi sia la vacanza mare che week end all'insegna della natura e della cultura, senza dimenticare la squisita cucina ligure, sono assolutamente da suggerire. Ecco qui alcuni consigli ed idee proposte dal nostro tour operator di fiducia: Offerte Liguria Last minute Liguria vacanza mare Liguria e per chi desidera solo un suggerimento hotel e vuole farsi tutto da solo ecco una soluzione ottima nel Levantte ligure, a prezzi scontatissimi: Hotel Stagnaro ***Cavi di Lavagna buona vacanza a tutti

MOTORI DI RICERCA E TURISMO

Di seguito pubblichiamo un breve sutno della relazione di Greta Barsanti al Convegno sul Turismo, tenutosi a Lavagna e di cui siamo stati uno dei patners con Liguriapocket.comLarelazione è stata scritta da un amico del nostro blog Andrea Vassali di cui vi consigliamo di visitare il blog:
Greta Barsanti (industry manager travel di Google) ha presentato una ricerca sul comportamento degli utenti che cercano le proprie vacanze online con i motori di ricerca. L'obiettivo della ricerca era stabilire se gli utenti utilizzano i motori di ricerca per reperire informazioni sulle destinazioni turistiche. In generale si cercava di capire come gli utenti accedono all'enorme mole di informazioni che hanno a disposizione.La riceca è stata svolta su un campione di 1589 persone residenti in USA, UK e Germania. Tutti gli intervistati avevano compiuto un viaggio negli ultimi 12 mesi.Il primo dato che emerge dalla ricerca è che i motori di ricerca sono ritenuti un valido strumento per cercare informazioni utili per le proprie vacanze. La ricerca passava poi ad analizzare i comportamenti di coloro che hanno visitato l'Italia. Il dato che più colpisce è che gli stranieri tendono a visitare il nostro paese nei mesi che vanno da maggio a novembre consentendo così una maggiore ripartizione dei flussi (a differenza degli italiani che viaggiano prevalentemente in agosto).In seguito la ricerca dimostra come l'Italia sia una destinazione molto considerata dagli stranieri come meta delle proprie vacanze, seconda solo alla Spagna che si dimostra anche la meta preferita dei turisti che prendono in considerazione l'Italia come destinazione delle proprie vacanze ma cambiano idea durante il processo decisionale.La ricerca si occupa anche di capire che cosa significa l'Italia per gli stranieri. E' sorprendente notare come l'Italia sia sinonimo soprattutto di bellezza naturale e poco di sole e mare. Al contrario la Spagna è ben posizionata sul prodotto solo e mare. L'Italia può essere assimilata alla Norvegia in quanto a bellezza naturale percepite dagli utenti stranieri.Dai siti che gli utenti visitano si deduce l'importanza ed il successo che trovano i siti del minestero e degli enti regionali del turismo. Logicamente come importanza seguono i siti che potremmo definire c2c, ovvero che riportano l'esperienza di altri turisti. Quindi vengono visitati siti come tripadvisor ma anche blog possibilmente con numerose foto che forniscano un'idea della destinazione.In ogni caso, al giorno d'oggi possiamo dire che le vacanze iniziano dai motori di ricerca e, quindi, in particolare da Google. Tuttavia nei link sponsorizzati su keyword generiche quali "vacanze mare italia" si possono trovare siti di hotel insieme ad enti regionali del turismo e generalmente nessun sito istituzionale italiano. Se l'utente è indeciso e fa fatica a trovare altre informazione cambia la sua idea di vacanza e quindi si perdono potenziali clienti. Tant'è che per esempio anche siti connessi con altre destinazioni fanno campagne di pay per click con parole come "vacanze al mare italia", proprio per andare a prendere quella fetta di indecisi che successivamente cambieranno idea nel processo decisionale.Quanto tempo prima prenotano i turisti stranieri? Generalmente (1 su 2) prenotano almeno 3 mesi prima (questa è un'informazione utile se si deve pianificare attentamente una campagna di pay per click).In sintesi quanto emerso è un quadro che mostra un'Italia in ritardo rispetto ad altre destinazioni più competitive. Bisogna iniziare a lavorare sull'esperienza dei turisti piuttosto che su ciò che gli operatori ritengono di dover fare. Ritengo che sia necessario un cambio di prospettiva, perchè se gli operatori sono convinti che i turisti stranieri vengano nel nostro paese per il mare, ma poi scopriamo che in realtà ci vengono per le bellezze paesaggistiche è forse necessario cambiare prospettiva ed ascoltare di più le esigenze e le aspettative del turista. Perchè altrimenti la concorrenza è ad un click da noi e così facendo l'Italia perde giorno dopo giorno competitività sul mercato internazionale a favore di nazioni più dinamiche quali la Spagna e la Francia.
Per scaricare gratuitamente la presentazione di Greta Barsanti clicca qui

I CLUB DI PRODOTTO PER IL TURISTA ONLINE

Di seguito pubblichiamo un breve sutno della relazione di Elisabetta Zanella al Convegno sul Turismo, tenutosi a Lavagna e di cui siamo stati uno dei patners con Liguriapocket.comLarelazione è stata scritta da un amico del nostro blog Andrea Vassali di cui vi consigliamo di visitare il blog:
Elisabetta Zanella di Trentino spa ha invece portato all'attenzione dei partecipanti del Convegno sul turismo di Lavagna il tema dei club di prodotto come nuova possibile tematizzazione del prodotto Italia sul mercato internazionale.Dopo una piccola premessa sulla perdita di competitività dell'Italia sul mercato internazionale, si è passati ad analizzare quali cambiamenti nel turista hanno portato alla creazione dei club di prodotto in Trentino. Ovvero il turista sta, ogni giorno che passa, diventando sempre più esperto. Chiede, si informa, naviga e legge le opinioni di altre persone. Per recuperare la competitività perduta è necessario lavorare sul prodotto per riqualificarlo, ristrutturla, tematizzarlo e specializzarlo. Ecco perchè i club di prodotto rappresentano una valida soluzione e vanno incontro alle esigenze del turista del terzo millennio.In particolare, il vantaggio maggiore risiede nel fatto che si crea una rete di piccole imprese che da solo non sarebbero in grado di affacciarsi efficacemente sul mercato globale. Insieme invece possono essere perfettamente identificate come facenti parti di una rete specifica e quindi i consumatori riescono ad identificarle semplicemente ed in maniera precisa. Il vantaggio di far parte di un network porta anche ad economie di scala ed alla possibilità di essere presenti con la promozione anche su mercati molto lontani.Il club di prodotto deve identificare un concept di base che sia un'idea ben precisa e delineata. Successivamente si deve identificare una nicchia di mercato potenzialmente interessata. In terzo luogo bisogna darsi delle regole, bisogna credere in dei valori, ma soprattutto bisogna poi stabilire degli obiettivi. Su questa cosa vale la pena di fare delle precisazioni. E' fondamentale capire dove vogliamo arrivare e come vogliamo misurare in termini quantitavi gli obiettivi che si siamo prefissati. In questo modo potremo ogni anno andare a vedere se gli obiettivi sono stati raggiunti ed andarne a stabilire di nuovi. Quindi bisogna stabire dei metodi di valutazioni periodici per valutare l'efficacia delle azioni intraprese.Un club di prodotto deve avere alla base un'idea, un concept originali che siano distintivi ed autentici. Allo stesso tempo ci deve essere una visione condivisa tra i vari operatori che fanno parte del club. Il club di prodotto deve essere innovativo e rappresentare un'eccellenza del territorio. Ma il fattore forse più importante è che bisogna fare una scelta dei mercati sui quali puntare a discapito di altri.L'evoluzione che le destinazioni turistiche devono avere dall'offerta indifferenziata, passa attraverso l'offerta qualificata per poi approdare alla fine al club di prodotto.La case history analizzata a questo punto dell'intervento è stata quella del club di prodotto Vita Nova - Wellness Trentino. Un caso di un consorzio che si è evoluto in club di prodotto e che adesso vanta ben 49 hotel aderenti. Attraverso un tavolo di concertazione tra setorre pubblico e l'associazione di categoria si è individuato nel prodotto wellness come una possibile soluzione per riqualificare l'offerta trentina. I fattori di successo sono stati l'ottimo rapporto qualità prezzo e l'ulteriore specializzazione a seconda del target che rappresenta la domanda di vacanze nel segno del benessere.I risultati di questa iniziativa sono stati numerosi soprattutto in termini di riqualificazione delle strutture ricettive e di un allungamento del periodo di apertura degli alberghi stessi. Tutto ciò ha portato ad un aumento dei ricavi e dell'occupazione media delle strutture ricettive. Appare chiaro che da parte degli albergatori ci vuole il coraggio di superare il particolarismo che affligge il settore turistico nel quale piccoli sforzi comuni possono permettere di ottenere vantaggi per tutto il territorio. Il settore turistico è forse quello che può beneficiare al massimo di iniziative concertate e comuni.Il secondo caso presentato durante la conferenza è stata quello del prodotto Giocovacanza dedicato alle famiglie. Questo club di prodotto ha una genesi molto particolare perchè nasce dalle esigenze degli albergatori che dopo aver frequentato un corso di formazione hanno dettato le regole del club. Quindi è stato il massimo dal punto di vista della spontaneità. Il settore pubblico non ha previsto incentivi e i 13 albergatori coinvolti si sono sentiti sempre più partecipi di tutto il progetto e quindi sono stati più portati a essere parte attiva nel progetto. Hanno di conseguenza iniziato ad investire nel concept del progetto.Ma quali sono i ruoli dei tre soggetti in gioco? ovvero il settore pubblico, la destination management company quali Trentino Spa ed i privati? Elisabetta Zanella lo ha illustrato con molta precisione quali sono i ruoli di tutti:1. Il settore pubblico deve funzionare da facilitatore della promozione dei club di prodotto e deve all'occorrenza finanziare degli incentivi che favoriscano la crescita di questi club.2. I privati devono investire nella riqualificazione, ma soprattutto devono stare nelle rete svolgendo un ruolo proattivo nel miglioramento costante della stessa. Non bisogna lasciare i club di prodotto a se stanti ma bisogna far sì che crescano portandosi dietro tutto il bagaglio di esperienze che già hanno.3. La dmc (che esiste solo in Trentino ed in poche altre realtà...) deve coordinare tutto il progetto fornendo studi e statistiche che avvalorino l'operato del club di prodotto. Ma soprattutto devono occuparsi della promocommercializzazione del club.3 punti, semplici e chiari che però non vengono quasi mai seguiti nel 99% dei casi. Cosa bisogna fare allora? Bisogna partire anche con poche strutture e dimostrare a suon di risultati che questo è l'approccio giusto da seguire! Da questo processo di riqualificazione tutti ci guadagnano dal privato al pubblico per arrivare alla dmc!

Per scaricare gratuitamente la presentazione di Elisabetta Zanella clicca qui

Come è cambiato il turista

Di seguito pubblichiamo un breve sutno della relazione di Marzia Meotto e Flavia Fagotto al Convegno sul Turismo, tenutosi a Lavagna e di cui siamo stati uno dei patners con Liguriapocket.com La relazione è stata scritta da un amico del nostro blog Andrea Vassali di cui vi consigliamo di visitare il blog:
Marzia Meotti (responsabile Marketing dell’Agenzia Turismo FVG) e Flavia Fagotto (responsabile promo commercializzazione Business to consumer dell’Agenzia Turismo FVG) hanno tracciato un quadro su come è cambiato il turista in questi ultimi 10 anni. Si sono focalizzate soprattutto sul cambiamento che è avvenuto dal punto di vista della destinazione turistica che si trova nella posizione di dover cambiare il modo in cui si mette in relazione con il potenziale turista.Ci tengo a sottolineare che non si può più parlare solo di comunicazione ma bisogna stabilire una relazione con il proprio pubblico di riferimento.Durante il convegno di Lavagna si è parlato molto di come il consumatore sia sottoposto a moltissimi messaggi pubblicitari e non. Per questo motivo le aziende e le destinazioni tempestano il potenziali turista con tantissimi messaggi, cercando con tutte le loro forze di comunicare il più possibile. In un contesto del genere il consumatore è distratto da troppi stimoli, quindi diventa sempre più difficile cogliere la sua attenzione.La destinazione deve cambiare il proprio modo di comunicare cercando di coinvolgere il turista, di emozionarlo e quindi di renderlo partecipe di una comunicazione che non è più univoca (dalla destinazione al turista) ma è diventato un dialogo.I media tradizionali stanno perdendo importanza perchè il consumatore, sempre più esperto, filtra in automatico tutti questi messaggi che sono scartati a priori. Proprio per questi motivo gli altri canali più innovativi (internet in primis) sono preferiti in un mix di comunicazione che comprende sempre più canali.Durante la presentazione sono stati anche presentati come sempre più convenienti operazioni di viral marketing e di guerrilla marketing. Questi tipi di comunicazione sono più efficaci perchè riescono a coinvolgere di più il consumatore. I due casi di successo che sono stati presentati sono quelli della Groenlandia e di Londra che giocano su una comunicazione molto legata ai sentimenti e meno alla comunicazione turistica tradizionale (foto delle bellezza della destinazione).Nella seconda parte della presentazione si è passati invece a cercare di fare un profilo del turista di oggi. Tuttavia il contesto attuale ci impedisce di fare delle segmentazioni ben precise. Infatti il turista di oggi è sempre più informato, sottoposto a numerosi messaggi pubblicitari. Nel passato si poteva facilmente parlare di turismo di massa, mentre al giorno d'oggi è necessario parlare di turismo di nicchia e di dynamic packaging perchè il turista non scegli più la propria vacanza in base alle destinazioni ma in base alla motivazione ed alla esperienza. Le destinazioni turistiche che non operano questo cambiamento che potremmo definire turista-centrico rischiano di rimanere indietro rispetto al panorama turistico mondiale, in cui ci sono nuove destinazioni emergenti che spingono molto sull'esperienza del turista rispetto alle bellezze naturali.Per questo non si può più parlare di comunicazione ma la destinazione deve iniziare a dialogare con il proprio pubblico e di necessità anche a promo-commercializzare il proprio prodotto. In questo passaggio ritorna il concetto di stabilire una relazione con il proprio turista che deve poter personalizzare la propria esperienza nella destinazione. In questo senso esistono già gli strumenti per mettersi in contatto con il proprio turista in tutte le fasi sia prima che arriva nella destinazione, sia quando vi si trova ed infine quando ritorna dalle proprie vacanze. Ed ecco che prende sempre più piedi il concetto di customer relationship management (CRM) che deve essere applicata da tutte le destinazioni che desiderino competere sul mercato turistico mondiali.La destinazione deve fare tesoro di tutte le informazioni e suggerimenti che il turista gli fornisce per poter migliorare gli standard dei propri servizi. Sappiamo che l'esperienza di un turista nella nostra destinazione è data dalla somma di un certo numero di esperienze con altrettanti servizi. Tuttavia quello che pesa di più nell'esperienza globale è quello dell'albergo. Di conseguenza una destinazione che vuole iniziare a modificare la propria offerta è meglio che parta proprio dal settore ricettivo.Una volta che viene ristabilita la centralità del cliente, egli sarà soddisfatto. La soddisfazione della propria esperienza lo porterà a dirlo ad altre persone. Ed è qui che scatta il passaparola: la forma migliore che una destinazione ha per comunicare all'esterno!

Per scaricare gratuitamente la presentazione di Marzia Meotto e Flavia Fagotto clicca qui

IL WEB 2.0 ED IL TURISMO

Di seguito pubblichiamo un breve sutno della relazione di Sabrina Pesarini al Convegno sul Turismo, tenutosi a Lavagna e di cui siamo stati uno dei patners con Liguriapocket.com
Larelazione è stata scritta da un amico del nostro blog Andrea Vassali di cui vi consigliamo di visitare il blog:
Sabrina Pesarini (web marketing manager del Friuli Venezia Giulia) ha illustrato come è cambiato il mondo di internet nel passare dal web 1.0 al web 2.0 e di tutte le tecnologie web 2.0 a disposizione della destinazione turistica.Dopo aver dimostrato, con dati aggiornatissimi, perchè il turismo online sia un segmento in espansione di oltre il 40% su base annua, Sabrina si è occupata del passaggio dal web 1.0 al web 2.0. Ovvero da un punto di vista turistico come si sia passati da un sito web vetrina ad un sito web dinamico ed infine si sia arrivati ai concetti di community, social network ed infine al user generated content. Il visitatore di un sito web non è più un utente passivo ma può interagire creando egli stesso contenuto e di come il passaparola tra utenti è oggi più che mai lo strumento più importante per influenzare i potenziali turisti dal momento che la comunicazione c2c è quella in cui c'è più fiducia.Successivamente è stata analizzata la nuova rete con cui viene venduto il prodotto turistico. Al giorno d'oggi il turista online può passare agilmente da un fornitore ad un altro. I canali tradizionali da soli non bastano più bisogna sfruttarli tutti, ed investire molto sul canale online perchè non si può rinunciare ad un canale che cresce del 40% all'anno.I siti che hanno una tecnologia web 2.0 sono anche quelli che riscuotono il maggiore successo in termini di visite, basta pensare che youtube.com è il sesto sito per numero di visite, mentre ci sono più di 110 milioni di blog dove vengono pubblicati più di 18 post al secondo. Da tutto ciò si può solo concludere che a partire dal 2010 più del 70% del contenuto della rete sarà user generated.La destinazione turistica come può affrontare questo cambiamento? Deve monitorare cosa si dice in rete, per capire qual è la sua brand reputation. Tutelare la propria fama online serve per continuare ad attrarre nuovi visitatori. Quindi si ritorna un po' al concetto del precedente intervento: un turista soddisfatto ne parlerà bene nei social network di cui fa parte e nel proprio blog creando una brand reputation della destinazione.

Per scaricare gratuitamente la presentazione di Sabrina Pesarini clicca qui